SCORRI TUTTO.. TROVERAI INFORMAZIONI UTILI E IMPORTANTI CIRCA QUANDO E COME INIZIARE L'ALLATTAMENTO, COME AVVIARE E MANTENERE LA LATTAZIONE, COSA FAVORISCE E COSA OSTACOLA L'ALLATTAMENTO E TANTO ALTRO. BUONA LETTURA! 

 

video "dar la teta...es dar la vida!"          

 

 allattare quando? 

 COMINCIARE L’ALLATTAMENTO CON IL BREAST CRAWL  (vedi video nella sezione breast crawl)

   Il BREAST CRAWL è il metodo per cui immediatamente dopo la nascita del bambino esso viene posto sull’addome della madre, con il viso tra i due seni, nudo, con il cordone ancora attaccato, e lasciato così a contatto pelle pelle con la propria madre. Tutti i neonati in questo modo se lasciati liberi di muoversi, riescono da soli a raggiungere il capezzolo della madre e ad attaccarvisi, al più tardi nel giro di un’ora (in media meno di mezz’ora). Il “Breast Crawl” è un modo meraviglioso per iniziare l’allattamento al seno. Un buon inizio non significa necessariamente che l’allattamento al seno sia stabilito. È il primo passo da gigante, non c'è’ dubbio, di un processo che porterà allo stabilirsi della lattazione in pochi giorni. In questo periodo la madre deve riconoscere e rispondere alle prime richieste di cibo e confermare che il bambino si alimenta almeno 8 volte ogni 24 ore. La frequenza delle poppate e il contatto pelle a pelle sono la chiave per la buona riuscita. Rooming-in, allattamento a richiesta, buone tecniche per l’attacco, posizione ed espressione del latte materno, insieme a supporto adeguato alla madre sono cruciali per stabilire una lattazione efficace.

 

 www.breastcrawl.org   

 

  

Allattare quanto? 

Alla base della lattazione c’è la regola della “domanda e dell’offerta”. Modo molto semplice per dire che quanto più il bambino chiede latte, e ha “libero accesso” al seno materno, tanto più il corpo della mamma ne produce. Più spesso si allatta, più spesso si svuota il seno e tanto più latte si produce.

E’ per questo che per mantenere una buona produzione di latte, anche in presenza dei normali “scatti di crescita” del bambino, è importante ALLATTARE A RICHIESTA.

Allattare ad orari significa decidere a priori quanto e quando sfamare il bambino, senza tenere conto delle sue personali esigenze. Significa seguire delle tabelle prefissate che sostengono che tutti i bambini dopo un certo numero di settimane devono poppare solo ogni tot ore e tot volte al giorno.

Così facendo non si tiene conto delle richieste uniche del proprio bambino, solitamente si cerca di prolungare il più possibile l’intervallo tra una poppata e l’altra, anche a costo di gestirsi pianti e urla inconsolabili, e mettendo così a rischio la nostra stessa produzione di latte.

In realtà anche il bambino allattato a richiesta ha comunque un SUO ritmo, che a volte cambia, si adatta e si aggiusta, ma che comunque si mantiene pressappoco costante. Infatti nei bambini il cosiddetto “orologio biologico” è ancora più determinante che negli adulti. Il bambino mangia quando ha fame, segue il suo istinto , e poppa esattamente quanto ha bisogno, né più né meno. E anche quando sarà più grandino, manterrà questa suo sanissima capacità di regolarsi da solo. (ottima prevenzione per l’obesità infantile)

Altrettanto importante è L’ALLATTAMENTO ESCLUSIVO. Che significa non somministrare altro alimento o acqua o tisane al bambino per almeno 6 mesi. E specialmente nei primi 3,4 mesi.

Nelle prime settimane questo interferisce pesantemente con l’avvio della lattazione. Il “periodo di calibrazione” nel quale il corpo si adatta alla produzione ottimale di latte, può essere seriamente compromesso da aggiunte varie o alternative al seno. Nei mesi successivi queste aggiunte sono inutili. Il bambino allattato a richiesta soddisfa il suo bisogno di nutrimento e di acqua totalmente con il seno. Non ha bisogno di “bere” altro. Per non parlare poi dei danni e delle cattive abitudini che si possono creare con l’introduzione di tisane e bevande varie (conservanti, coloranti, zuccheri…). Per lo svezzamento poi non c’è nessuna indicazione scientifica che dimostri l’utilità di uno svezzamento prima dei 6 mesi. Anzi, sono stati dimostrati al contrario maggiori difficoltà e maggiori rischi alla salute del bambino con uno svezzamento troppo precoce.  

 

allattare come?

Un altro fattore determinante per un buon allattamento è la posizione.

Sia la POSIZIONE DELLA MAMMA E DEL BIMBO mentre si allatta,  sia l’ATTACCO della bocca del bambino al capezzolo della madre.

 

Per quanto riguarda la posizione è importante che la mamma sia comoda,  con le spalle rilassate e la schiena sostenuta (se seduta). Il bimbo deve essere in asse (orecchio, spalla e anca allineati)  con la pancia contro il corpo della madre; il viso del bimbo guarda il seno ed il naso sta di fronte al capezzolo. Il corpo del neonato va sostenuto dal basso, anche con l’aiuto di cuscini. Portare il bambino al seno e NON viceversa.

 

 Per quanto riguarda il bambino è importante controllare come si ATTACCA al seno

In particolare, le caratteristiche per un buon attacco sono:

- il mento del bimbo è contro il seno (stimolare l’apertura della bocca strofinando   capezzolo sul labbro superiore del bambino, e avvicinarlo immediatamente al seno, appena la bocca è ben aperta)

- la bocca è completamente aperta, il nasino può essere schiacciato contro il seno

- il labbro inferiore è rivolto verso l’esterno (estroflesso in basso)

- le guance sono gonfie

- il bimbo prende la maggior parte dell’areola

- si vede più areola sopra che sotto la bocca del bambino 

                                                                   

 

 

 

cosa favorisce il mantenimento dell’allattamento

(fonte originale oms)

“Passo 10 dei 10 Passi UNICEF per il Successo dell’Allattamento al Seno

Favorire lo stabilirsi di gruppi di sostegno all’allattamento al seno, ai quali le madri

possano rivolgersi dopo la dimissione dall’ospedale o dalla clinica.

Molte madri smettono di allattare al seno o cominciano ad introdurre altri alimenti nelle prime settimane di vita. Gran parte delle difficoltà si verificano durante questo periodo. Tuttavia, molte madri sono dimesse entro uno o due giorni dal parto, prima che sopraggiunga la montata lattea e prima che l’allattamento al seno sia avviato. Anche un comportamento corretto in ospedale può non prevenire tutte le difficoltà. Non assicura infatti che le madri continueranno ad allattare esclusivamente al seno. Pertanto è importante pensare a ciò che accadrà alle madri dopo il loro ritorno a casa. Le possibili fonti di aiuto per le madri che allattano al seno includono:

_ La famiglia e gli amici. Spesso rappresentano la più importante fonte di aiuto. Il sostegno fornito da altri membri della comunità è efficace quando le tradizioni e la cultura sull’allattamento al seno sono forti e i membri della famiglia vivono vicini. Tuttavia, alcune convinzioni tradizionali possono essere errate. Molte donne, specialmente in città, hanno poco sostegno. Oppure hanno amici e parenti che le incoraggiano a ricorrere all’alimentazione artificiale.

_ Sostegno permanente da parte del sistema sanitario.

_ Sostegno da parte di operatori sanitari che lavorano nel territorio

_ Gruppi di sostegno per l’allattamento al seno (gruppi di mamme con un operatore o un’altra mamma consulente per l’allattamento)….”

 

 

 ALLATTARE PERCHE’?  

Allattare è un il modo normale di nutrire un neonato. Non è un’”alternativa” naturale, non è una moda, non è una scelta, non è un desiderio. E’ la normalità. Ela vita. La mucca allatta il suo vitello, la gatta i suoi gattini, le scimmie i suoi cuccioli, e così la donna con il suo bebè. La donna è stata creata così. Con due seni e con un corpo che produce latte secondo necessità. Ovviamente questa è una provocazione. Forte ma necessaria.

Non è vero che i bambini allattati al seno sono più sani, più intelligenti, meno predisposti ad alcune malattie, meno allergici di quelli allattati artificialmente.

Ma E’ VERO che i bimbi allattati artificialmente sono più soggetti alle allergie, al diabete, alle otiti, a rischio di obesità… 

Se noi riuscissimo davvero a DESTRUTTURARE la nostra mente, le nostre conoscenze, il nostro pensiero sull’allattamento come lo abbiamo conosciuto fino ad ora. Allora forse davvero potremmo vivere l’allattamento in un altro modo. Se ci togliessimo dalla testa l’idea che esistono DUE modi di allattare, che ci sono due possibilità, due strade… allora forse scopriremmo che la natura ha fatto (come sempre) un ottimo lavoro! E le donne farebbero quello per cui la gravidanza e il parto le ha rese “capaci”: nutrire il loro piccolo.

Non esistono due strade, due alternative. La natura ha previsto che la donna allatti.

La SOCIETA’ ha creato un’alternativa ARTIFICIALE E ARTIFICIOSA, CREATA IN LABORATORIO, A RISCHIO DI CONTAMINAZIONI E ADULTERAZIONI, DI PIU’ BASSA QUALITA’… al fine di guadagnarci su!! E ce l’ha venduta così bene, così insistentemente, così subdolamente… che la nostra mente ormai crede che esistono due strade, due alternative ugualmente possibili. Ma siamo sicuri che è davvero libertà di scelta questa?

O non è piuttosto facile alternativa proposta da chi ha poco tempo e poca voglia per sostenere l’allattamento?

Non è piuttosto una (apparentemente!) comoda proposta da “vendere” alle donne per guadagnarci un po’?

Non è piuttosto la via più rapida che hanno le strutture ospedaliere per ovviare la mancanza di strutture adeguate e di personale adeguatamente preparato per gestire un reale rooming-in totale e un reale supporto alle puerpere? 

 VEDI ANCHE:

- INIZIATIVA UNICEF "OSPEDALE AMICO DEI BAMBINI"

- IBFAN E IL CODICE PER LA COMMERCIALIZZAZIONE DEI SOSTITUTI DEL LATTE MATERNO

- CONSULENZE ALLATTAMENTO

 - SERVIZI PER I SOCI

STORIE DI ALLATTAMENTO : la parola alle mamme del Melograno

 

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