IL CODICE INTERNAZIONALE SULLA COMMERCIALIZZAZIONE

DEI SOSTITUTI DEL LATTE MATERNO

 

International Baby Food Action Network (IBFAN)

Rete internazionale di azione per l’alimentazione infantile

 

Estratto dall’opuscolo “il codice a fumetti” – www.ibfanitalia.org

 

rischi del non allattamento

Molti studi hanno mostrato che i bambini alimentati col biberon sono soggetti ad infezioni serie e si ammalano più facilmente. Allergie, malattie della pelle e asma sono molto più frequenti quando il

neonato è alimentato artificialmente. Quando un bambino prende solo latte materno e nessun altro cibo o bevanda, è protetto dalla diarrea e da molte altre malattie.  Attraverso l’allattamento, la madre e il bambino sviluppano un forte legame, che aiuta il bambino a sentirsi sicuro e felice…

 

Per preparare un biberon di latte artificiale occorre prestare molta attenzione nel dosaggio ed usare acqua bollita e molto pulita e biberon sterilizzati. Ma anche quando è ben preparato il latte artificiale non contiene anticorpi.  I batteri amano il latte artificiale, possono moltiplicarsi molto velocemente e far  ammalare il neonato. Molte famiglie non possono permettersi di comprare abbastanza latte in polvere per i loro bambini….

 

Una grossa fetta del problema

Allora perché le madri non allattano i loro bambini?

Perché ci sono persone che in questo modo guadagnano un sacco di soldi.

La vendita di latte artificiale per neonati è un affare da 13 miliardi di dollari USA ogni anno! Fra il 2003 e il 2004, le famiglie italiane hanno speso 258 milioni di euro in latte

 

La corsa al guadagno dei produttori di alimenti per lattanti ha fatto scordare alla gente qual è il più grande dono della natura ai bambini: essere allattati. Il commercio di alimenti per lattanti è una delle più grandi storie di successo di marketing, ma è anche diventato una tragedia per milioni

di bambini e per le loro famiglie.

 

Sporchi trucchi di tutti i tipi vengono utilizzati per attrarre le mamme: pubblicità, distribuzione di doni e campioni, molti volantini, opuscoli e studi dati ai medici e alle madri per far vedere che il latte artificiale è migliore o “quasi uguale” al latte materno.

 

Obiettivi del Codice

Il Codice è nato per contribuire alla diffusione di una migliore alimentazione e nutrizione dei lattanti e per proteggere le madri e l’allattamento dal marketing aggressivo degli alimenti industriali per bambini. L’Assemblea Mondiale della Sanità (AMS) e l’UNICEF adottarono il Codice nel 1981. Il Codice fu approvato col voto a favore di 118 paesi contro uno: gli USA.

 

In breve, ogni prodotto che cerca di rimpiazzare il latte materno è un “sostituto del latte materno” e il Codice afferma che nessun sostituto dovrebbe essere pubblicizzato. Il Codice proibisce anche altri modi di promuovere questi prodotti, come offerte speciali, sconti, esposizioni, campioni gratuiti, omaggi di latte agli ospedali, ecc.

 

I medici devono mostrare l’uso del latte artificiale solo alle poche madri che ne hanno veramente

bisogno, non alle altre. Devono metterle in guardia sui rischi per la salute legati ad un dosaggio sbagliato e ad una preparazione non corretta del latte in polvere.

 

Gli ospedali e le cliniche non devono permettere nessun tipo di pubblicità commerciale: niente poster, calendari, orologi, immagini di alimenti per neonati, o immagini idealizzate dell’alimentazione col biberon.

Perché le compagnie dovrebbero regalare il latte a cliniche ed ospedali? E perché questo è sbagliato? Se c’è molto latte artificiale a disposizione, i medici e gli infermieri molto indaffarati useranno il latte in polvere anziché aiutare le madri ad allattare, cosa che richiede tempo ed attenzioni.  Se la madre non allatta subito dopo il parto, potrebbe incontrare sempre più difficoltà ad iniziare. Se il seno non viene stimolato, la sua produzione potrebbe arrestarsi e la madre dovrà comprare il latte industriale fino a che il bambino ha 1 o 2 anni. In questo modo le compagnie guadagnano molto di più.

 

L’educazione dei consumatori

Le ditte non dovrebbero spingere ad usare i loro prodotti quei genitori che non ne hanno bisogno. E’ compito del governo assicurarsi che ognuno abbia le giuste informazioni sull’alimentazione infantile e che i medici e gli altri operatori sanitari siano preparati per aiutare le madri ad allattare.

 

Cosa non dovrebbero fare i produttori e i distributori?

Le ditte non possono dare alle madri e agli operatori sanitari campioni dei loro prodotti. Non possono fare pubblicità. Non possono fornire gratuitamente o a basso costo i loro prodotti agli ospedali e alle maternità, perché queste di fatto servono a promuovere l’alimentazione artificiale.

Non possono dare agli operatori sanitari denaro né doni di qualsiasi genere, neanche piccoli. Il lavoro dei medici e degli infermieri è quello di aiutare le madri ad allattare i loro bambini.

Il personale delle compagnie produttrici e distributrici di questi prodotti non deve visitare ospedali e maternità per parlare con le madri. Non devono promuovere i loro prodotti nei negozi con offerte speciali, esposizioni e altre trovate. Il cibo per neonati dovrebbe trovarsi solo sugli scaffali per le poche mamme che ne hanno bisogno.

 

Le etichette

Le etichette del latte artificiale non dovrebbero avere immagini di neonati, né dare un’immagine idealizzata dell’alimentazione col biberon. Questo vuol dire che non devono avere immagini di giocattoli o animali che diano l’impressione che questi alimenti siano ideali per i lattanti. Devono dire che il latte materno è il miglior cibo per neonati e avvertire su quali sono i rischi per la salute se il prodotto viene preparato in modo sbagliato. Le etichette di tutti gli alimenti per lattanti non dovrebbero scoraggiare l’allattamento. Le etichette non dovrebbero pubblicizzare i prodotti in modo da indurne l’utilizzo prima che ce ne sia bisogno. Questo significa che gli alimenti complementari al latte materno, come i cereali, non dovrebbero essere consigliati per l’uso da 3-4 mesi, ma da 6 mesi, che è l’età consigliata per dare questi alimenti. 

 

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LA NUOVA PROPOSTA DEL “DECRETO ANTICRISI SALVAFAMIGLIE” DOVREBBE AIUTARE LE FAMIGLIE ITALIANE CON UN BUONO ACQUISTO PER  IL LATTE ARTIFICIALE PER I PRIMI 3 MESI DI VITA DEL BAMBINO.

Riportiamo stralcio della lettera di A. Cattaneo (presidente Ibfan) al governo, sottoscritta da numerosissimi sostenitori…(e anche da noi!)

Riteniamo che la proposta attuale, anziché aiutare le famiglie disagiate le metta in maggiori difficoltà, e ne esponiamo le ragioni qui di seguito.

Sappiamo oramai, da anni di studi e ricerche, che i bambini alimentati con latte artificiale si ammalano più spesso e in maniera più grave rispetto a quelli allattati al seno. Questo si traduce in un aumento della spesa pubblica: aumento di visite pediatriche, di ricoveri in ospedale, di acquisto di medicinali. Significa anche maggiori spese per le famiglie: anche se l'assistenza sanitaria è gratuita, la maggior parte dei contratti lavorativi non prevede congedi pagati per i genitori che si assentano per la malattia dei figli.

Un figlio ammalato significa quindi uno stipendio più basso a fine mese.

Inoltre temiamo che, fornendo latte artificiale gratuitamente per i primi tre mesi, molte famiglie inizino ad utilizzarlo proprio per la sua gratuità, senza considerare che dal quarto mese in poi questo gravoso onere sarà interamente a carico della famiglia. A fronte di un risparmio di circa 250,00 euro nei primi tre mesi, grazie al decreto anticrisi, le famiglie dovranno infatti prevedere una spesa di altri 650,00 euro fino al compimento dei 12 mesi (1); questa spesa sarebbe evitata se il bambino fosse allattato al seno.

In una famiglia a basso reddito si corre il rischio concreto che, non riuscendo a far fronte alla spesa, si ricorra ad alimentare inadeguatamente il bambino, ad esempio aumentando la diluizione del latte artificiale o ricorrendo prematuramente al latte vaccino. Queste pratiche sono estremamente dannose per la salute.

Sappiamo anche che più del 95% delle donne può allattare, a patto che ci sia un adeguato sostegno da parte degli operatori sanitari, della famiglia, della società.

Il latte materno è gratuito per sempre e assicura bambini più sani, nel breve e nel lungo periodo.

Questo sarebbe il vero risparmio, sia per le famiglie che per lo Stato.

Solo l'esigua percentuale di donne che per documentate ragioni mediche non possono allattare, in base alle indicazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, dovrebbe aver accesso a forniture gratuite di latte artificiale. Cosa che del resto sta già accadendo su iniziativa regionale in Toscana e Piemonte, e forse in altre regioni.

Per tutti questi motivi, proponiamo che:

- in alternativa al sussidio per l’acquisto del latte artificiale, si assegnino gli stessi fondi per un sostegno competente, da parte di operatori sanitari formati o di gruppi di sostegno mamma a mamma, all’allattamento esclusivo nei primi sei mesi e continuato in seguito con adeguata alimentazione complementare. Un’estensione della licenza di maternità per le madri lavoratrici, e un aiuto economico per quelle che non possono godere di licenza di maternità, rappresenterebbero un importante complemento al sostegno di cui sopra....

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Allattamento nelle emergenze - SAM 2009

 

"Le donazioni di latte in polvere durante una situazione
di emergenza possono letteralmente aumentare il
tasso di mortalità dei bambini piccoli,
mentre la gente vorrebbe fare del bene".
Anne H. Vincent,
Direttrice di Sanità e Nutrizione,UNICEF Indonesia
Jakarta Post, 7 luglio 2008

Sul sito dell'IBFAN (1) ossia Internazional Baby Food Action Network è appena stato pubblicato in interessante focus (2) dedicato all'allattamento in situazioni di emergenza. Desidero trattare di quest'argomento perché è interessante e tristemente attuale, essendo stato, quest'anno, anche il nostro Paese coinvolto da un'emergenza quale il terremoto e perchè nel testo si prendono in considerazione anche bambini "grandicelli" che potrebbero già esser stati svezzati prima del disastro (quindi anche bimbetti con uno svezzamento vegetariano). Fuori tema, ma non troppo, dunque.

Milione di persone, ogni anno, sono vittime di eventi drammatici quali siccità, inondazioni, terremoti, maremoti, epidemie e guerre. Al trauma fisico e psicologico, alla necessità di evacuazione dal luogo in cui si viveva, spesso (se non sempre) si aggiunge la difficoltà di approvvigionamento di cibo, soprattutto cibo idoneo all'infanzia e ciò concorre a spiegare gli alti tassi di mortalità e malattia nei bambini al di sotto dei 5 anni. L'OMS e l'UNICEF auspicano protezione, promozione e sostegno dell'allattamento al seno sempre e comunque: è facile capire come l'allattamento materno possa essere di vitale importanza in questi casi, eppure tra le prime donazioni effettuate nei momenti di crisi vi sono proprio le forniture di latte artificiale.

Da tempo è tristemente noto che la preparazione di latte artificiale e altri sostituti del latte materno in condizioni di scarsa igiene possono portare pericolose (e talora letali) infezioni del tratto gastroenterico.
Non solo: un'eccessiva disponibilità di latte artificiale potrebbe indurre alcune madri ad abbandonare l'allattamento al seno proprio mentre rappresenta una possibilità di salvezza in più per i bambini che con l'allattamento materno hanno una provvista di cibo sano e sicuro, non sono esposti alle infezioni intestinali causate da batteri e parassiti che possono contaminare le scorte d'acqua, ricevono gli anticorpi materni ed hanno il grandissimo sostegno emotivo fornito dall'allattamento al seno.

Anche la madre, nutrice, trova conforto nell'allattare il proprio piccolo in situazioni tanto traumatiche. Pertanto tutte le madri vanno sostenute nel mantenere l'allattamento al seno, sono davvero pochissimi i casi in cui è consigliabile rinunciarvi.

A proposito delle donazioni, ricordo poi che il Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno PROIBISCE la promozione di quei prodotti che costituiscono il latte materno - parzialmente o del tutto - come i latti artificiali di partenza e di proseguimento, le formule speciali, cereali, succhi di frutta, preparati a base di verdure, tisane per bambini e degli strumenti atti al loro somministrazione (biberon e tettarelle). Nelle situazioni di emergenza il Codice tutela dalla distribuzione di prodotti inadatti e impedendo alle aziende di servirsi delle emergenze per aumentare le loro quote di mercato o la loro immagine commerciale.

Pertanto, nelle situazioni in cui i sostituti del latte materno si rendano davvero necessari, la risoluzione AMS 47.5 del 1994 raccomanda che le donazioni siano possibili a patto che i lattanti abbiano la necessità di essere nutriti con sostituti del latte materno e la fornitura del medesimo sia mantenuta per tutto il tempo per il quale i suddetti bambini ne hanno bisogno e, soprattutto, che la fornitura non sia utilizzata come un incentivo alla vendita.

Chiedo a tutte le mie lettrici e a tutti i miei lettori di tenere a mente quest'articolo se e quando vi verrà chiesta una donazione per l'acquisto di latte in polvere per un'emergenza.

Come sempre, grazie dell'attenzione.

Luisa Mondo

Per ulteriori informazioni consulta il sito dell'
IBFAN o quello del MAMI.

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