queste sono alcune delle testimonianze raccolte dalle nostre mamme... se anche tu vuoi lasciare la tua (anche anonima) inviala via mail!

leggerle può aiutare altre mamme come te!

 

 

ANDARE AVANTI! 

Essere mamma è stato un divenire di emozioni e sensazioni diverse:

all’inizio mi sembrava di non avere un granchè di “istinto materno”. Anzi con i problemi avuti con l’allattamento al seno per me essere mamma era sinonimo di sofferenza e dolore. Di ansia per la poppata. Nonostante questo però ho avuto la caparbietà di stringere i denti e andare avanti perché la mia bambina aveva bisogno di me e del mio latte che era il meglio che le potevo dare. Giorno dopo giorno abbiamo imparato a conoscerci ed io ad amarla sempre di più.

Essere mamma sono i kg di pannolini cambiati e i rigurgiti di latte sulla spalla di ogni maglietta indossata. Sono le braccia stanche e la schiena indolenzita che però non si tirano mai indietro se lei chiama. E’ la gioia per una cacca o un ruttino! E’ scoprirsi a guardare tua figlia dormire mentre le lancette dell’orologio girano veloci, asciugare le lacrime quando piange e avvolgerla in un abbraccio per darle conforto. Essere mamma è fare le facce buffe e parlare come Paperino per vederle fare un sorriso. Essere mamma è cambiare i propri ritmi di vita per adeguarli ai suoi (e non il contrario!), mettere in un secondo piano tutto quello che non è lei o qualcosa che la riguarda. E’ il tempo per se stesse che quasi non esiste più, il dispiacere di doverla lasciare quando proprio non si può fare altrimenti. Essere mamma sono i sacrifici fatti che non pesano più, i baci dati che sono talmente tanti che non si possono più contare.

E il cuore è talmente grande che pensi sia impossibile amare di più!

Essere mamma non è un impegno, è un piacere a tempo pieno che dura tutta la vita.  

 

IL SECONDO PIU' LUNGO DELLA MIA VITA

E’ notte fonda e ti guardo dormire.

Mi perdo nel tuo viso e il pensiero corre corre e ritrovo il giorno della tua nascita…quanta paura..quante emozioni!

E finalmente ECCOTI dolce amore mio, piccolo e fragile, spaesato mentre ti strappavano dal tuo nido e ti affacciavano in questo nuovo mondo, per te ancora tanto sconosciuto e freddo…

Ti ho visto per un secondo ma è stato il secondo più lungo e indimenticabile della mia vita.. il tuo visino dolce e i tuoi occhietti socchiusi e le labbra a cuore… resteranno per sempre impressi nel mio cuore…

Come questo momento così silenzioso ma così intenso.

Grazie cucciolotto mio, grazie per avermi fatto nascere ancora una volta insieme a te.

Sei la gioia di mamma e papà. Ti amo.

 

PAROLE DAL NUOVO SIGNIFICATO 

Da quando è nata Alice molte parole hanno cambiato significato.

AMORE: è diventato incondizionato, imprescindibile, incommensurabile, insomma in un solo aggettivo “ISTINTIVO”!

SOLA: ho la consapevolezza che non sarò mai più sola, il mio pensiero sarà sempre con Alice

PER SEMPRE: ha acquistato decisamente un nuovo significato, o meglio ha assunto un significato vero!

IO: non esisterà più, ci sarà sempre prima LEI o NOI.

Insomma essere mamma per me vuol dire avere donato la vita ad Alice ma nello stesso tempo  averne ricevuta una nuova in cambio da lei!

Un’avventura meravigliosa da vivere insieme!

 

IL DONO DELLA VITA

 Quando mi hanno detto che ero incinta quasi non ci credevo, c’era un piccolo esserino che cresceva dentro di me… sentivo di proteggerlo e di volergli bene, ma l’essere mamma è stato solo dopo la sua nascita… dopo che è nato ho capito cosa voleva dire.

Io ho avuto un’infanzia serena ma complicata, ho vissuto in una famiglia molto unita ed il ricordo dei miei genitori e di come ci hanno educato è l’esempio che voglio dare a mio figlio. Quando all’età di qualche anno mia mamma si è dovuta recare in Svizzera con uno dei miei fratelli per qualche mese, dovendo lui fare un intervento particolare che in Italia non facevano, sono rimasta a casa con mio papà, il mio fratellino più piccolo ed i miei nonni. Ecco, in quel momento mi sentivo sola perché non avevo mia mamma vicino, però l’unione della famiglia è stata la nostra forza. Ecco, prima che il mio piccolo nascesse, ero consapevole di essere sposata ma non mi sentivo come una nuova famiglia, ora con lui sento che la mia vita si è riempita ed ora siamo anche noi una nuova famiglia. A lui voglio dargli tutto quell’amore che i miei genitori hanno dato a noi quando eravamo piccoli e poi che bello sapere che una parte di te vivrà anche quando non ci saremo più. Credo che il dono di dare la vita sia l’unica cosa che conti!

 

IL LAVORO PIU' GRATIFICANTE

“Ho deciso di avere un bambino perché ad un certo punto della mia vita mi è venuto il sospetto che stavo dando la priorità a cose che non erano così importanti,prima fra tutte la carriera lavorativa,e da quando è nato mio figlio ne ho avuto la conferma. Crescerlo è il “lavoro” più gratificante che abbia mai fatto. Con questo non voglio criticare chi antepone il lavoro alla creazione di una famiglia,l’importante è che ne sia convinta,perché una volta persa la possibilità di avere un bambino non si  può più tornare su i propri passi .

 

UN UNIVERSO DI SODDISFAZIONI

 “Essere mamma per me vuol dire restare sveglia la notte ad ascoltare il respiro della mia piccola Alessia; tenere le mani sul lettino del pediatra mentre lei mi fissa spaventata; abbracciarla forte quando piange e cercare di intuire e soddisfare i suoi bisogni… ma soprattutto essere mamma per me vuol dire svegliami la mattina con il suo profumo addosso; darle il buongiorno e ricevere i suoi sorrisi solo per me; guardarla negli occhi e capire che tutto il suo mondo inizia e finisce con me ! E’ un mare di responsabilità ripagate con un universo di soddisfazioni che ti fanno pensare che ne è proprio valsa la pena”

 

AVVENTURA DI UN  ALLATTAMENTO

 Vorrei condividere la mia esperienza con altre mamme perchè potrebbe aiutarle nei momenti più difficili.  

Ho avuto un parto bellissimo e quasi indolore, ma il rientro a casa è stato caratterizzato da alcuni eventi che mi hanno messo in crisi: attaccamento al seno e la mastite. Innazitutto non riuscivo ad attaccare correttamente al seno mio figlio: ho un seno molto prosperoso ed abbondante non riuscivo a posizionare bene il seno verso la piccola bocca di mio figlio: ero scoraggiata  perchè ero convinta di non riuscire ad allattare bene Simon. Ho impiegato molto tempo per capire la giusta posizione. Inizialmente ero anche " perseguitata"  dalla fobia  del peso, perchè non attaccandolo bene, ero convinta che mangiasse poco e non aumentasse di peso. Grazie alla valida consulenza della dott.ssa  Silvia Colombini e di dimostrazioni pratiche, giorno dopo giorno sono riuscita a scoprire  come attaccare meglio Simon al seno. Vedevo piccoli risultati e miglioramenti, anche se trovavo ancora qualche timore per la sua crescita. Come se non bastasse, al 2° mese di vita del bimbo mi è venuta la mastite e devo  ammettere onestamente che in quella circostanza, se non si fosse stato il supporto e la perseveranza di Silvia probabilmente avrei fatto delle scelte sbagliate  che mi avrebbero  condizionato il futuro...Ho sofferto e patito vero dolore, tanto da pensare di smettere di allattare. Sono stata portata in ambulanza con 42° di febbre al pronto soccorso, delirante e debole: soffrivo all'idea di aver lasciato Simon in quella situazione. Per me lui era l'unico pensiero. Durante il breve ricovero in me è maturata l'idea di non allattare più perchè avevo sofferto tanto e non volevo più stare così male. Quando sono rientrata a casa, ci è voluto del tempo e soprattutto molta pazienza nel farmi capire che potevo proseguire l'allattamento al seno! Silvia mi è stata vicino, mi ha teso la mano e  mi ha dato oltre che supporto morale anche il supporto pratico- Eh sì! In quei momenti ti senti confusa, stanca e non vorresti alto che stare bene!!! Mi aiutò a svuotare il seno ingorgato e rimase al mio fianco fino all'una  circa di notte!!!!!!!!!!!!!!!!!!  Mi cercò di far ragionare, di tranquillizzare e di farmi capire che il latte era SANO e potevo, dovevo andare avanti senza arrendermi. Quella notte ho voluto provare l'allattamento artificiale ed è stata l'esperienza più brutta e negativa!!! L'indomani dopo il controllo medico, che mi confermava la possibilità di continuare ad allattare, è scattata in  me una molla.... ho fatto un tentativo e quando sono tornata a casa  ho riprovato!!! Finalmente avevo superato la PAURA, l'INSICUREZZA, che mi aveva pervaso in quei due giorni e finalmente sono riuscita ad affrontare questa " DEBOLEZZA MENTALE".   Ogni giorno è sempre meglio e oggi Simon cresce bene ed è un torello!!! 

 LE MAMME SANNO COSA FARE

 Vi racconto la mia storia, nella speranza che questo possa aiutare altre mamme.

Dunque Christian è nato il giorno dopo il termine previsto con parto naturale. Durante la gravidanza l’idea di partorire mi metteva paura, avevo paura del dolore ma soprattutto paura del tempo che doveva passare dall’inizio delle contrazioni al momento della spinta finale, invece gli ultimi giorni li vivevo tranquilli, non avevo più quelle paure, forse ero solo rassegnata…

Ad ogni modo, alle 2 di notte mi sveglio come sempre per fare pipì, ma dopo hanno cominciato ad arrivare delle piccole contrazioni, solo che non sapevo se erano quelle iniziali oppure le false contrazioni come molti dicono… Fatto sta che diventavano sempre più forti, allora con mio marito ci decidiamo ed andiamo all’ospedale, mi fanno il monitoraggio e mi dicono che effettivamente sono delle contrazioni ma non sono ancora in travaglio avendo una dilatazione a 2 cm, quindi decidono alle 6,30 di mandarmi a casa dicendomi di ritornare verso le 9,30. Torniamo a casa ma nel frattempo i dolori diventano sempre più forti, mio marito voleva riportarmi in ospedale ma io dicevo che non era ancora il momento visto che mi avevano detto di stare tranquilla che sicuramente prima delle 9,30 non sarebbe successo nulla, invece alle 7,15 perdo il tappo ed i dolori diventano sempre più forti quindi ripartiamo per l’ospedale, arriviamo mi visitano e mi dicono che nel giro di un’ora ero passata da una dilatazione di 2 a 5 cm!

Mi ricordo ancora l’ostetrica che mi fissa e mi dice: “Bene signora, abbiamo cominciato il travaglio, stia tranquilla che andrà tutto bene!” ed effettivamente fu così! Da lì a poco avrei rotto le acque ed il mio bambino sarebbe nato alle 9,04 del mattino ben mezz’ora prima rispetto a quando avrei dovuto ritornare per fare un controllo!!!

Non mi dimenticherò mai il momento della spinta finale, quella bellissima sensazione ma soprattutto quando mi hanno appoggiato sulla pancia il mio bambino, non mi sembrava vero, avevo partorito il mio tesoro ed era andato tutto bene.  

 Arrivata in camera il bambino me l’hanno portato dopo 2 ore dal parto, quando me lo portano me l’hanno fatto attaccare subito al seno, che bella quella sensazione… Purtroppo mi hanno dimessa da lì ad un giorno: troppo poco il tempo di degenza!

La mia inesperienza nel nuovo ruolo che la vita mi aveva assegnato, la mancanza di sostegno da parte della struttura ospedaliera, fatto sta che non sono riuscita ad allattare.

Questo fatto, unito alla mia stanchezza, ha reso le primi notti  a casa un incubo! mi hanno fatto sentire di non essere una buona madre per il mio piccolo, perciò se posso permettermi di darvi un consiglio è parlate con altre mamme e vedrete che queste nuove sensazioni ed emozioni le hanno avute tutte e quindi passerà. Mi ricordo che non riuscivo a fare più nulla in casa era un continuo alzarmi, cambiarlo, dargli da mangiare, fargli fare il ruttino, cullarlo e rimetterlo giù che bisognava ricominciare da capo, quel bambino tanto desiderato e voluto stava scombussolando la mia vita, la mia routine famigliare… Comunque, a distanza di tre mesi posso dirvi che ora non mi ricordo neanche più come fosse la mia routine prima di lui e se non riesco a sistemare casa non importa, quello che non faccio oggi lo farò domani…

 L’unico cruccio che però avevo è quello che non ero riuscita ad allattare, o meglio mi mancava quel contatto così particolare che esiste tra madre e neonato, credetemi quando vi dico che per quel motivo sono entrata in depressione… La cosa è migliorata grazie all’aiuto ed all’appoggio di mio marito, poi un giorno ho conosciuto “La stanza dei bimbi e delle mamme” e parlando con Silvia ho riprovato a ricominciare l’allattamento, inizialmente non succedeva nulla, poi un giorno è cominciato ad arrivare il latte, quasi non ci credevo, non era tanto ma almeno i miei tentativi non erano stati vani… Ora vivo questa esperienza come un dono, cerco ogni giorno di viverlo intensamente con il mio bambino, e quando vi dicono di non viziarlo tenendolo sempre in braccio lasciate stare, voi siete le mamme e voi sapete quello che è meglio per vostro figlio. Se volete tenerlo in braccio tenetelo, non fatevi dei problemi… Quando voi siete tranquille anche lui è tranquillo e poi che bello quando mi nascondo e poi con i suoi occhini azzurri mi vede mi sorride… non c’è nulla la mondo che può darmi questa gioia. Spero di esservi stata di aiuto con la mia storia, l’unica cosa che vi ricordo è solo quella di parlare, non tenetevi tutto dentro, i momenti brutti e di sconforto ce li hanno tutti, poi passano, basta solo avere fiducia in noi stesse e vedrete che il sorriso del vostro bimbo vi farà stare meglio!

 

 LA FASCIA, UNA DIMENSIONE RITROVATA

 Con queste poche righe vorrei solo riportarvi la mia personale esperienza come mamma di 3 figli,senza la presunzione di insegnare alcunchè a qualcuno.

Con il tempo e la nascita dei miei bambini ho capito che ogni figlio ha bisogno di un tempo esclusivo da trascorrere con mamma e papà.Un tempo rapportato alle esigenze della sua età e del suo essere,che serve a lui per riconoscersi e sentirsi amato e a noi genitori per conoscerlo meglio e capire,apprezzare e amare i numerosi aspetti della sua personalità e del suo carattere.

Penso che il nutrimento affettivo sia qualcosa che non dovremmo mai far mancare ai nostri figli,perchè è anche attraverso di esso che passa loro la certezza che li amiamo nonostante tutto.Questo li fortifica e li rende sicuri di sè.

Niente come un po' di sane coccole ci può riavvicinare per esempio ad un figlio con il quale abbiamo avuto una giornata un po' pesante.

La FASCIA mi ha permesso di riappropriarmi del rapporto affettivo con Elena,che essendo la terza ,rischiava di essere la meno coccolata.Infatti adesso,mentre aiuto Carlo a fare i compiti, o Elisa a disegnare,ma ,vi assicuro,anche mentre stiro,lavo i piatti,mangio,cucino e tanto altro ancora,posso portarmerla in grembo,guardarla,baciarla,cantarle una canzoncina..conoscerla.

Ecco perchè per me la fascia ha acquistato uno speciale valore affettivo e non potrei più farne a meno,come un paio di vecchi jeans.

Del resto un'idea chiara ve la può dare la spontaneità della mia seconda figlia Elisa che un giorno,vedendomi per la prima volta con Elena nella fascia,mi ha detto:"Mamma! Ma te la sei rimessa nella pancia?!" E quale rapporto è più esclusivo di quello che matura nel grembo materno?

  QUANDO NASCE UN BAMBINO NASCE ANCHE UNA MAMMA

  Il mio percorso gravidanza comincia esattamente 1 anno fa. E’ l’11 marzo 2008, ho un ritardo di un giorno e già comincio a vagare sul pianeta “sarò incinta? improvvisamente mi rendo conto che sono abbastanza ridicola a pensare a tutto questo perché pochi mesi prima ci hanno esplicitamente confermato la sterilità di mio marito… “avete lo 0,5% di possibilità di avere un figlio naturalmente”..”ah ok”..silenzio di tomba..il sogno di una vita spezzato in 1 secondo. Ed io che volevo un 3 o 4 bambini in giro per casa..  E’ per questo motivo che sono dubbiosa sull’andare a prendere il test di gravidanza, ma lo faccio…Corro in farmacia alle 19 di sera, torno a casa con un test di gravidanza doppio e dopo aver fatto tutto…ero incinta!! Scoppio a piangere! .. vado a fare la mia prima ecografia … è il 27 marzo, e il mio fagiolino c’è, sta bene, il cuore batte ed è fantastico, è uno dei giorni più belli ed indimenticabili della mia vita! Dentro di me qualcosa sta crescendo, lo nutro io con cibo ed amore, lo darò alla luce e sarà mio per sempre, saremo legati da un amore unico ed incondizionato … sarà il regalo più bello che la vita mi darà. ..Mi ritrovo a pensare che forse questa gravidanza è un miracolo dunque  me la devo godere al massimo. E’ giugno, faccio la morfologica e il mio ginecologo ci annuncia che ben presto, appenderemo un fiocco rosa alla porta … sarà una bambina! I mesi vanno avanti tranquilli, io prendo pochissimo peso per paura di diventare troppo grossa, ma mia mamma mi sgrida dicendomi che la pancia cresce poco e che quindi la bambina sarà piccola se non comincio a mangiare come si deve, in realtà mangiavo benissimo! Arriva novembre ed il termine (16 novembre) sembra dietro l’angolo… all’ospedale conosco altre mamme che mi chiedono se farò l’epidurale, un cesareo o cos’altro.. l’idea che io preferisca un bel parto naturale le fa un attimo rabbrividire perché mi guardano incredule e mi domandano –ma non hai fatto la richiesta per l’epidurale? Guarda che è un manna dal cielo! Non fare un parto naturale! ma io… penso che il parto sarà il momento che mi avvicinerà alla mia bimba e che durerà quel che serve! Parlando del parto,  confesso che non mi sono mai soffermata a pensare al dolore che avrei provato perché l’ho sempre visto come un momento magico ed affascinante, molti mi prendevano in giro dicendomi che lo vedevo tale perché era la mia prima esperienza e non sapevo a cosa andavo incontro, probabilmente era così, ma anche adesso, dopo 3 mesi e mezzo, mi ricordo con piacere quel momento.

La sera del 20 novembre perdo il tappo mucoso e comincio subito ad emozionarmi parecchio perché avverto che il momento di conoscere la mia creatura si avvicina velocemente..Arrivo in ospedale alle 2 di notte, cammino avanti e indietro per la stanzetta, mi fanno tanti monitoraggi … i dolori aumentano ma resisto, penso che tra un paio di orette la vedrò. Stringo i denti, cammino, bevo, rimetto tante volte, piango, ma sono serena lo stesso.

Alle 9.30 mi portano in sala parto, mi dicono di spingere all’arrivo della contrazione ma io non ho l’istinto di spingere, ci provo ma sento come un muro. All’improvviso mi guardo intorno, camici verdi, le luci del soffitto, il bianco che mi circonda e mi ritrovo a pensare “e se non ce la faccio? Sono stanca, ho paura, non so che fare, oh mamma …” . Il mio ginecologo si sporge un attimo sopra la mia pancia e mi ostruisce la visuale, non vedo più l’ostetrica che mi prenderà la bimba. Arriva la contrazione ed io, per l’ennesima volta, cerco di spingere e vedo il mio dottore buttarsi con il gomito sulla pancia e praticare la mossa kristeller, sento che sta uscendo!! Ed in un colpo solo esce tutta, la sento piangere e chiedo subito –quanto pesa?- ancora molto preoccupata che possa essere sottopeso! Mi sento rispondere –è bella grande, pesa 3 kg 460..- alla faccia del mangiare poco!! Mi mettono i punti e mi portano in camera promettendomi che mi porteranno la mia piccola tra due ore. Rivivo ancora l’emozione del parto dentro la mia testa e nonostante il dolore, la stanchezza e tutto il resto mi ricordo il visino della mia Sophie che mi guarda nel momento in cui me la mettono sulla pancia, lei è scura, tanti capelli castani e degli occhietti allungati, semi aperti che mi guardano ed io.. cavoli, emozionata perché sono nove mesi che me la immaginavo in tutti i modi, e in un solo istante è lì con me, fuori da me, ma comunque legata a me… Caspita che emozione!

Il tempo sembra non passare in camera, vengono i miei suoceri, poi arrivano i miei genitori e mi abbracciano, mi baciano … mi sento un’eroina! Aspettiamo tutti insieme che arrivi il mio piccolo tesoro ed eccola l’infermiera che arriva con la culla. Oh santo cielo, è la bambina più bella che abbia mai visto ed è mia! ….

Il giorno dopo avverto un bruciore ai capezzoli e comincio a far molta fatica ad allattarla, fa tanto male e piango, piango un sacco ma cerco di far finta di niente perché la mia compagna di stanza allatta beatamente il suo piccolino senza fare alcuna fatica, sorride guardando suo figlio mentre io, prego che il dolore smetta prestissimo perché comincio ad odiare il momento dell’allattamento.

Finalmente ci dimettono il giorno che arriva la montata lattea. Torno a casa e sfortunatamente (ma era prevedibile…) mi rendo conto che l’appartamento è un disastro! Io che ho sempre curato molto l’igiene della casa trovo piatti sporchi nel lavandino, polvere, pavimenti non molto igienici, vestiti buttati sul letto, disordine..e all’idea di dover mettere tutto.. mi viene da piangere. E poi c’è Sophie che comincia a lamentarsi ed io non voglio darle da mangiare perché mi fanno male i capezzoli e rabbrividisco alla vista della sua boccuccia che comincia ad aprirsi cercando il latte. Mi faccio forza e l’attacco, le lacrime mi scendono involontariamente ed allontano mio marito che vedendomi così cerca di abbracciarmi, ma mi da ancora più fastidio la sua presenza.

Il giorno dopo siamo alle solite … Sophie si sveglia ed è panico per me, l’uso dell’olio per favorire la cicatrizzazione delle ragadi non ha ancora alleviato il dolore. Prendo mia figlia controvoglia, è brutto dirlo ma è così. Le do il latte, facendo attenzione che prenda bene anche l’areola e non solo il capezzolo. Appena si sazia e si addormenta mi metto a piangere a più non posso. Piango perché mi fa male tutto, i punti, il seno,  sono triste e non riesco a spiegarmi il perché! Mi dico che ho sempre sognato dei bambini ed ora che è arrivata lei, inspiegabilmente vorrei ritornare a prima, quando eravamo solo io e mio marito e andavamo a dormire senza il pensiero di svegliarci di notte, uscivamo la sera. Mi sento addosso tanta di quella responsabilità che ho paura. Ho paura al pensiero che per tutta la vita dovrò prendermi cura di mia figlia e faccio dei bruttissimi pensieri tipo “vorrei non averla mai concepita, vorrei essere di nuovo solo io” e più ci penso e più piango sia per quello che penso, che mi fa sentire uno schifo, ma piango soprattutto perché la mia creatura dorme beata e mi cerca perché sono la sua mamma, mentre io la prendo controvoglia. E mi sento un mostro. Passo tre giorni così, non mi vergogno affatto a dire queste cose a mio marito perché ho letto che fa bene renderlo partecipe delle mie emozioni e che lui dovrebbe capire … eppure mi sento sola lo stesso. Il terzo giorno non sento più il seno tanto gonfio e comincio a pensare che il latte non arriva più, ed è in quel momento che mi riprendo un attimo, mi faccio un piatto di pasta perché sono tre giorni che non mangio bene e attacco mia figlia rendendomi conto che il dolore è sopportabile, mi dico che ce la posso ancora fare, che devo farcela! Devo riprendere le forze e cominciare a godermi la maternità che ho tanto desiderato, devo far capire a mia figlia che l’attacco al seno con piacere, che è un momento tutto nostro e che la mamma è in forze e serena.

Sophie adesso ha 3 mesi e mezzo ed io sono felice, ho passato dei momenti non fantastici, ma come in ogni cosa, i momenti bui fanno risplendere ancor di più quelli belli. E quelli belli sono veramente tanti!

Nel momento in cui ho fatto il test di gravidanza non mi sono ancora sentita veramente “mamma”, forse non mi ci sentivo nemmeno quando facevo le ecografie, le visite, quando spuntava il pancione … mi sentivo raggiante ma non realizzavo ancora di essere “mamma”.  Mi sono sentita veramente una mamma nel momento in cui, tornata a casa dopo l’ospedale, ero io l’unica persona che si sarebbe dovuta prendere cura della mia bambina, quella che avrebbe cambiato il pannolino, medicato il cordone, che avrebbe consolato nei momenti di pianto e avrebbe avuto la pazienza di stare sveglia perché la mia piccola aveva le coliche e non sapevo cosa fare. In quei momenti, soprattutto quelli iniziali, c’era la paura che qualcosa potesse andare storto, la paura che se Sophie piangeva era colpa mia che non riuscivo a capire le sue esigenze … in verità bisognava superare quell’iniziale periodo di “conoscenza” tra madre e figlio, per poi venirsi incontro e capirsi a poco a poco. Allora ho capito il significato della frase “quando nasce un bambino, nasce anche una mamma”.

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